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Il significato di omosessualità

Nov 24, 2016 | Sul campo

L’errore più comune quando si parla di omosessualità riguarda proprio il suo significato. Molti credono che l’omosessuale sia un uomo che si comporta come una donna, ma non è così.

 

 

1 La necessità di definire

Per ognuno dei seguenti termini “transgender”, “transessuale”, “travestito”, fino al più noto “omosessuale”, sono state elaborate diverse definizioni. Anziché entrare nel merito di quale di queste possa essere, di volta in volta, la più adatta e la più accolta, ho preferito chiarire quelli che, almeno dal mio punto di vista, sono i punti fondamentali.

Credo che nel quotidiano le persone coinvolte nella formulazione di tali definizioni si possano distinguere in due principali categorie:

  • Chi ne fa parte e quindi è direttamente coinvolto in prima persona nella definizione di un concetto astratto che possa definire al meglio un sentire strettamente personale.
  • Chi osserva dall’esterno e cerca un modo per riunire in un’unica categoria un insieme di tratti comportamentali più o meno simili tra loro.

A mio avviso le definizioni derivanti da questi due gruppi nascono da una sensibilità diversa: per il primo gruppo c’è una componente di identificazione che inevitabilmente tende a mancare nel secondo. È chiaro che quando è presente un coinvolgimento personale le definizioni risultano realisticamente più appropriate. Con questo intendo dire che, per esempio, un omosessuale che si riconosce come tale difficilmente farà confusione tra i termini “transessualiltà”, “omosessualità”, o “travestitismo”. Ma anche in questo caso si possono trovare delle eccezioni.

Più che cercare a mia volta di dare una definizione che sia la più calzante mi sono chiesto quale sia la necessità di elaborare una
definizione. Con questo non voglio dire che sia sbagliata l’intenzione di partenza di definire. Anzi, le procedure di categorizzazione sono fondamentali per l’essere umano, in quanto aiutano ad eliminare le ambiguità e risultano quindi rassicuranti in generale. Ma d’altro canto sono anche limitanti, perché appunto categorizzano e quando si tratta di esseri umani ciò significa, spesso e volentieri, semplificare una realtà ben più complessa.

 

2 I limiti delle categorie

Le categorie non sono altro che etichette che offrono la possibilità di conferire a tutti coloro che ne fanno parte degli attributi simili. Quindi ad esempio la categoria “automobili” definisce al suo interno elementi che hanno come attributo: mezzo di trasporto, a quattro ruote, con ambiente chiuso per quattro persone, ecc.omosessuale-effeminato

La categoria “omosessuale” definisce tale: chi presenta attrazione sessuale per individui dello stesso sesso. Eppure vige lo stereotipo che l’omosessuale sia aggraziato e abbia atteggiamenti effeminati. Ed è qui che emerge il limite delle categorie: che siano esse scritte nero su bianco o solamente condivise, portano assieme a loro delle implicazioni, spesso restrittive e fuorvianti.

Dare o darsi delle definizioni aiuta a capire e a capirsi, segna un confine all’interno del quale ci si sente rappresentati e al di fuori del quale non ci si riconosce. Ma è proprio questo confine che rappresenta un limite, soprattutto quando è attribuito arbitrariamente, infarcito di stereotipi e non riconosciuto dalle persone a cui viene affibbiato.

Credo che la libertà di sentirsi e riconoscersi in un determinato modo sia un diritto imprescindibile di ogni essere umano, proprio per questo, dopo aver introdotto le definizioni più comuni ed utilizzate, parlerò di quello che mi sembra sia il più comune errore nell’interpretazione delle definizione inerenti all’omosessualità.

 

3 Le definizioni

Seguendo un approccio il più possibile incontaminato dalla rigidità delle categorie, riporto di seguito alcune definizioni che cercano di rendere onore al vero, ovvero quelle che sono più diffusamente riconosciute da entrambi i gruppi che ho introdotto nell’articolo, ovvero sia da chi ne fa parte che da chi osserva dall’esterno.

  • Omosessuale: chi presenta attrazione sessuale per individui dello stesso sesso.
  • Transgender: chi si identifica in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato alla nascita.
  • Transessuale: chi desidera attuare, o ha attuato, una transizione sociale da maschio a femmina, o viceversa, e che in molti casi comporta una transizione somatica per mezzo di trattamento con ormoni del sesso opposto e chirurgia degli organi genitali, definita come riassegnazione sessuale.
  • Travestito: chi indossa abiti e assume atteggiamenti propri dell’altro sesso.
  • Genderfluid: chi si identifica sia come maschio che come femmina, ovvero che può sentirsi come un misto dei due generi tradizionali, o che può sentirsi più maschio in alcuni momenti e più femmina in altri.

In effetti queste definizioni sono di facile comprensione, nonché di univoca interpretazione. Inoltre si possono reperire facilmente con una semplicissima ricerca su Google.

 

4 Gli errori derivanti dagli stereotipi

Entriamo quindi ora nel vivo del discorso: esaminiamo ciò che davvero emerge da queste definizione e cfoto-omosessualeome spesso viene frainteso.

  • La persona omosessuale è per definizione attratta da individui dello stesso sesso, ma ciò non significa che l’omosessuale non
    senta di appartenere al suo sesso biologico
    , ovvero quello con cui è nato/a.
  • La persona transessuale ha attuato o ha intenzione di attuare una transizione sessuale, che invece non è implicata nella definizione di transgender.
  • La persona transgender sente di non appartenere al proprio sesso biologico, ma non è detto che indossi abiti o assumi atteggiamenti dell’altro sesso.
  • La persona travestita indossa abiti e assume atteggiamenti del sesso opposto, ma non è detto che ci si identifichi.
  • Genderfluid è una categoria che si è definita abbastanza di recente. In questo caso è importante chiarire che l’individuo, maschio o femmina che sia, si identifica con entrambi i sessi, ma non è detto che sia omosessuale (ovvero che provi attrazione per individui del suo stesso sesso biologico).

Ovviamente tutte queste definizione non si escludono l’una con l’altra. Per fare un esempio una persona che si reputa genderfluid può anche essere omosessuale.

 

4 L’errore più comune

A questo punto è arrivato il momento di fare chiarezza su i due aspetti fondamentali che sono troppo spesso fonte di confusione: l’identità sessuale e l’orientamento sessuale. Questi attributi, che appartengono ad ogni essere umano, sono trasversali alle definizioni sopra citate.

Per identità sessuale si intende il genere sessuale in cui una persona si identifica. Che, se non è quello biologico, determina la condizione di transgender.

Mentre con orientamento sessuale si indica l’attrazione di una persona verso un genere sessuale specifico. Che, se non è quello opposto a quello biologico, determina la condizione di omosessualità.