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La felicità non allunga la vita

Gen 9, 2017 | Ricerca

Uno studio recente condotto su un milione di donne lo conferma: la felicità non allunga la vita. Ma non bisogna perdersi d’animo: essere felici, sebbene non allunghi la vita, la migliora di molto.

 

1 L’errore di valutazione

Molti studi hanno riportato la stabilità della relazione tra infelicità e mortalità, assumendo poi come causa diretta di una vita più lunga il fatto di essere felici.
Un’analisi più accurata ha messo però in evidenza l’implicazione di un terzo fattore che intercede come causa determinante di questa relazione: lo stato di salute. In altre parole la salute debole rende sia più infelici che più a rischio di morte.
Logicamente, a questo punto, la continuità della relazione tra infelicità e mortalità è venuta meno e l’idea di felicità come elisir di lunga vita ha cominciato a vacillare.

2 Un milione di donne

Lo studio in questione, pubblicato nel 2016 sulla rivista Lancet, ha messo alla prova l’ipotesi originale secondo cui chi è più felice vive anche più a lungo, come era stato testimoniato da numerose ricerche precedenti che avevano riportato la relazione tra infelicità e mortalità, senza però considerare l’influenza dello stato di salute come variabile interveniente.
Così il gruppo di scienziati australiani della “University of New South Wales di Sidney”, condotto da Bette Liu, ha analizzato i dati raccolti dalla Million Women Study: un’indagine epidemiologica condotta su un milione di donne britanniche con l’obiettivo di monitorare nel tempo (dal 1996 ad oggi) il loro stato di salute, registrando gli eventuali decessi, nonché le cause, e il loro stato percepito di benessere.

 

3 I risultati dello studio

Come detto infelicità e mortalità sono state accomunate per via del loro “apparire spesso insieme”, ma lo studio della Liu ha confermato che il vero fattore discriminante risiede nello stato di salute effettivo.
Delle 719.671 donne analizzate, con età media di 59 anni, il 39% (282.619) ha riportato di essere felice la maggior parte del tempo, il 44% (315.874) generalmente felice, e il 17% (121.178) infelice. Durante i 10 anni di osservazione il 4% (31.531) delle partecipanti è deceduto. Come previsto l’autovalutazione di cattiva salute è emersa fortemente associata con l’infelicità. Ma dopo aver tenuto conto delle condizioni di salute effettive delle partecipanti allo studio è emerso che l’infelicità non è associata con la mortalità. Inoltre non risulta associata per nessuna delle cause dei decessi, neanche per le più rilevanti, come tumori, malattie cardiache, e misure correlate come lo stress.

 

4 Essere felici migliora la vita

Essere felici non allunga la vita, ma senza dubbio la migliora. Tuttavia non si deve fraintendere: mostrare una finta felicità è altrettanto dannoso. Sorridere in ogni circostanza, anche quando si cova rabbia, o rinunciare troppo spesso ai propri desideri e ai propri diritti, per il ben contento altrui, può portare a seppellire sentimenti di sofferenza e insoddisfazione che rischiano di emergere con prepotenza esplosiva e distruttività fuori controllo.
Dunque se essere felici migliora la vita è altrettanto vero che fingere di esserlo non la migliora affatto, anzi rischia di peggiorarla.
E non c’è da preoccuparsi se di tanto in tanto ci si concede un po’ di tristezza: meglio tristi che felici a tutti i costi. Anche perché appunto la felicità non allunga la vita, la rende migliore, ma soltanto quando è vera veramente.

 

Fonti

Lancet. 2016 Feb 27;387(10021):874-81. doi: 10.1016/S0140-6736(15)01087-9. Epub 2015 Dec 10.
Does happiness itself directly affect mortality? The prospective UK Million Women Study.
Liu B, Floud S, Pirie K, Green J, Peto R, Beral V; Million Women Study Collaborators