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L’urgenza di fare toglie il piacere

Gen 23, 2017 | Sul campo

Darsi l’occasione di “stare nel piacere” non accade così di frequente come invece dovrebbe. Quando l’urgenza di fare toglie il piacere è bene concedersi del tempo per ritrovarlo.

 

1 La regolazione del piacere

Potrebbe sembrare strano, ma concedersi dei momenti di piacere può risultare davvero complicato.
Il piacere viene spesso rimandato, fin da piccoli “prima il dovere e poi il piacere” è la regola che detta l’ordine in cui devono essere fatte le cose. Poi, quando finalmente arriva, il piacere rischia di portare con sé anche un fastidioso senso di colpa: il danno oltre la beffa.
Questa urgenza di fare che procrastina il piacere prende le sembianze di un cortocircuito quando l’individuo, dedito al dovere, rinvia il piacere troppo a lungo. Non a caso l’urgenza di fare è strettamente connessa ad uno dei sentimenti di disagio più frequenti dei tempi moderni: l’ansia. L’uomo è talmente indaffarato nel fare che perde il contatto con il piacere e si illude di ritrovarlo continuando a fare, sempre di più, andando a formare quel circolo vizioso generatore di ansia da cui a volte è difficoltoso riemergere.
Sapere che è sano dedicare tempo al piacere, pianificandolo o meno, permette di goderne a pieno e solleva dal senso di colpa di quando non si fa il proprio dovere. Il punto fondamentale per evitare di esagerare con le concessioni, da un lato, o con le privazioni, dall’altro, è l’autoregolazione. Una parola tanto intuitiva da comprendere, quanto difficile da mettere in atto.

 

2 Il piacere tutti i giorni

Rendersi conto che il piacere è un diritto è il primo passo per concedersi dei momenti di pausa dal fare evitando il senso di colpa. Inoltre si potrebbe scoprire di provare piacere nella vita quotidiana: nel bere un caffè, nel fare il proprio lavoro, nel guidare la propria auto e via dicendo. Il dilemma è che queste cose si trasformano spesso in una routine, iniziando così ad essere vissute distrattamente e col solo scopo di portarle a termine, in modo tale da poterne fare delle altre. Così l’abitudine a sentire il piacere, nelle cose di tutti i giorni, viene meno e lentamente si perde.

 

3 Il tempo del piacere

Il tempo dedicato al piacere è un aspetto spesso travisato. Il piacere non dovrebbe essere giudicato come un’insidia che allontana dai doveri, ma come un’attività a cui dedicarsi nel corso della vita. Prendersi del tempo per stare nel piacere fa bene alla vita, alla mente e al corpo. Aumenta la motivazione ad impegnarsi nei successivi doveri e dà un senso agli sforzi già compiuti.

 

4 Circolo virtuoso

Qualsiasi siano le proprie abitudini di vita è bene ricordarsi che il piacere può essere ricercato. Sia dedicando ad esso del tempo, sia scoprendolo nelle azioni quotidiane. Spesso basta davvero poco per sentirsi gratificati e altrettanto spesso basta un attimo per cambiare atteggiamento verso quello che stiamo facendo.
Gli esseri umani sono continuamente alle prese con il tentativo di bilanciare tra il piacere e il dovere. E a volte può capitare che l’urgenza di fare prenda il sopravvento, con il rischio di allontanare il piacere dalla vita per lungo, troppo, tempo. In questi casi è importante ricordarsi che il piacere è un diritto e che come tale ce lo possiamo concedere.