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Perfezionismo: controindicazioni

Feb 6, 2017 | Sul campo

La perfezione è un’idea seduttiva e alcune persone sono portate a credere che sia l’unico modo di fare le cose. Ma dietro questo pensiero c’è una trappola insidiosa che logora e spesso paralizza.

 

1 Dove nasce il perfezionismo

La psicologia umana è molto complessa e per questo è praticamente impossibile conoscere con esattezza quali sono gli elementi che portano qualcuno ad avere un determinato carattere, un preciso modo di essere o uno specifico atteggiamento, piuttosto che un altro.
Per quanto riguarda il perfezionismo le cose non cambiano: sono molti i fattori che contribuiscono a determinare una tendenza perfezionista nelle persone. La personalità adulta, e prima ancora quella del bambino, creano nel corso della vita un modello comportamentale basandosi sulle esperienze vissute.
Il tentativo di migliorare se stessi in modo costruttivo deriva senza dubbio da una costanza di vissuti basati sul rinforzo positivo, in cui l’azione messa in atto viene di volta in volta premiata.
Ma altri fattori, più strettamente legati alla sfera emozionale, possono influire nello sviluppo di un carattere perfezionista. Un ambiente familiare particolarmente esigente, o nel quale il bambino non si sente “visto”, sono esempi di clima emotivo in cui la tendenza perfezionista è più presente.

 

2 I limiti della perfezione

La sana ricerca dell’eccellenza, di per sé, non costituisce un elemento patologico nell’insieme di una struttura caratteriale. Tuttavia non sono rari i casi in cui si assiste ad una degenerazione clinica con evidenti effetti negativi per il benessere della persona.
Il primo sintomo è la paura di fallire. Questa paura crea uno stato d’ansia che anticipa il momento della prestazione e quando diventa eccessiva acquisisce una connotazione paralizzante, rischiando infine di compromettere l’esito della prestazione stessa.
Vi è anche un’autocritica esagerata che porta ad una costante insoddisfazione per i propri successi e ad un senso pervasivo di sconfitta quando non viene raggiunto il risultato previsto.
Il contatto con le emozioni è limitato in modo da poterle “gestire” per ottenere l’obiettivo prefissato. Ciò comporta una disconnessione sul piano emozionale con conseguente perdita del piacere nello svolgere le proprie attività quotidiane e quindi della motivazione.
Infine vi è un’ipertrofica tendenza a dimostrare di valere a causa di un forte bisogno di approvazione.
L’individuo con questa problematica vive in un mondo offuscato in cui l’unica cosa che brilla è il miraggio del successo, che per altro quando arriva svanisce senza lasciare traccia.

 

3 La fatica

Vivere alla continua ricerca di conferme con standard prossimi alla perfezione è un compito arduo.
Oltre ad essere intuitivamente difficile, sostenere uno stile di vita a questi livelli ha delle conseguenze importanti sulla salute. I casi clinici di perfezionismo negativo sono un fattore trasversale nelle diagnosi psicopatologiche. Lo dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychology nel dicembre 2016, che ha analizzato tutte le ricerche scientifiche (284 lavori) che hanno indagato la relazione tra gli sforzi legati al perfezionismo e le varie forme di psicopatologia. L’esito della meta-analisi (così si chiama questo tipo di indagine) ha rivelato che il perfezionismo è associato a tutte le forme di psicopatologia prese in considerazione: depressione, disturbo d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo e disordini alimentari.

 

4 Imparare a “sbagliare”

Un modo per uscire dal tunnel della perfezione è quello di offrire alla persona che ne soffre, se così si può dire, una via alternativa di comportamento. Questa consiste nella costruzione di un atteggiamento meno rigido verso i compiti che la vita offre. Se inizialmente sarà spaventato dai possibili fallimenti, col tempo l’individuo si renderà conto dei vantaggi di una soluzione più morbida e imparerà a gestire la frustrazione di un mancato successo. Purtroppo non esiste una procedura da seguire per diventare “meno perfetti”, bensì l’esperienza di un vissuto in cui essere perfetti non ha più quel carattere necessario e imprescindibile.

 

Fonti

J Clin Psychol. 2016 Dec 27. doi: 10.1002/jclp.22435.
The Relationship Between Perfectionism and Psychopathology: A Meta-Analysis.
Limburg K, Watson HJ, Hagger MS, Egan SJ.