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Il ciclo sonno-veglia

Feb 13, 2017 | Classici

Non sono solo psicologiche le ragioni per cui a volte proprio non si riesce a dormire, o al contrario non si riesce a restare svegli: è il nostro sistema nervoso che decide prima di noi.

 

1 Il ciclo sonno-veglia

Il ciclo sonno-veglia dei neonati è molto più breve rispetto a quello degli adulti: i bambini fino a sei mesi di vita si addormentano per poi risvegliarsi ogni 4 ore. Dopo questa fase, con gran sollievo dei genitori, inizia ad emergere un periodo di sonno unico notturno alternato ad un periodo di veglia continua diurna.
L’alternanza sonno-veglia dei neonati in questa primissima fase segue un orologio interno. Il bambino si sveglia e si addormenta naturalmente secondo delle esigenze che non sono legate alla giornata geofisica, ovvero a fattori esterni come il giorno e la notte.
L’adulto invece solitamente segue un ritmo sonno-veglia improntato sulla presenza o assenza della luce del sole. Questo quindi farebbe pensare che per gli adulti la regolazione del ritmo sonno veglia sia basata su fattori ambientali.
Jurgen Aschoff, agli inizi degli anni ’60, iniziò una serie di esperimenti proprio per chiarire se la natura della regolazione sonno-veglia fosse interna o esterna e così fece una sorprendente scoperta.

 

2 La giornata di 25 ore

Gli esperimenti di Jurgen Aschoff (nell’immagine) consistevano nell’isolare, per almeno un mese, le persone in luoghi indipendenti dal tempo. Spesso si trattava di alloggi di non più di due metri quadrati completamente isolati dalla luce del sole, da suoni o da altri stimoli che potessero fungere da  indizio su quale momento della giornata fosse.
Un ristorante nelle vicinanze del laboratorio era allertato per preparare pasti in qualsiasi ora del giorno o della notte su richiesta degli ospiti degli alloggi, proprio per favorire loro una gestione completamente autonoma del tempo. Ashoff scoprì che tutti i soggetti testati in condizioni di isolamento temporale (232 studenti dell’università di Erling-Andachs in Germania) mostravano un allungamento del ciclo sonno-veglia da 25 fino a 27-28 ore.
Grazie a questi risultati Ashoff dimostrò che il ciclo sonno-veglia è in funzione di un orologio interno che non segue la giornata geofisica di 24 ore, quanto piuttosto un ritmo circadiano, ovvero approssimativamente di “circa un giorno”.

 

3 Sincronizzazione interna-esterna

Dunque, dal momento che il ritmo circadiano del sonno e la giornata geofisica non sono sovrapponibili, deve esistere un centro di regolazione che agisca da meccanismo di sincronizzazione. Questo meccanismo risiede nel sistema nervoso e consente l’adattamento in modo flessibile alle esigenze ambientali, sia in situazioni di routine, quando occorre svegliarsi tutte le mattine sempre alla stessa ora, sia in situazioni eccezionali, ad esempio quando si cambia fuso orario e invece di andare a dormire ci si ritrova alle prese con una nuova giornata.

 

4 Squilibri del meccanismo di regolazione

Alcune persone soffrono in modo particolare questa differenza di stato tra necessità endogene, ovvero imposte dall’orologio biologico interno, ed esigenze esogene, ovvero derivate dall’ambiente.
Nel suo libro “Il meraviglioso mondo del sonno” Peretz Lavie (Preside della Facoltà di Medicina e direttore del laboratorio del sonno di Haifa in Israele) porta il caso di un giovane ragazzo con un ciclo sonno-veglia di 26/29 ore, con drammatiche conseguenze sulle sue attività da studente. Una volta diagnosticato il disturbo del ritmo sonno-veglia lo studente iniziò a seguire un percorso di studi con tempistiche personalizzate riuscendo così a concludere il percorso universitario.
Nella maggior parte dei casi la regolazione del sonno è automatica ed efficace, ma scoprire che per natura l’essere umano non è portato a svegliarsi col sole aiuta a capire perché, quando la luce ha già iniziato a mostrarsi dalla finestra, in molti vorrebbe ancora restare a dormire.