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Pensare troppo fa male

Apr 5, 2017 | Sul campo

Ansia, insonnia: a volte pensare troppo diventa un problema. In questi casi bisogna imparare a “ragionare con i piedi per staccare le mente”.

 

1 La supremazia del cervello

Il nostro cervello è ciò che più ci distingue dal resto degli animali. Insieme ad esso l’essere umano ha sviluppato un linguaggio con il quale comunica in modo impensabile per qualsiasi altra forma di vita. E se il cervello è la sede della mente, il linguaggio è ciò di cui la mente è fatta. Grazie a questi elementi l’uomo formula pensieri che si allontanano dal primitivo istinto di sopravvivenza e crea una vita intangibile in cui il cervello ha la supremazia funzionale rispetto al resto del corpo.
Il cervello è uno strumento preziosissimo, che nobilita la razza umana, ma altrettanto importante è il corpo. Ammirare il cielo stellato è una funzione cognitiva che risiede nel cervello. Metaforicamente, l’uomo che dimentica l’importanza del corpo, commette l’errore di non prestare attenzione al terreno sul quale cammina, rischiando di inciampare nelle radici mentre ammira le stelle. E così, l’uomo che abbandona il suo corpo rapito dalla mente, rischia di perdere il contatto con esso, spostando la consapevolezza di esistere al solo livello intellettuale.

 

2 Sintomi: insonnia e ansia

Sono molte le persone che si rivolgono allo psicoterapeuta lamentandosi del fatto che “pensano troppo”. Malauguratamente la risposta automatica a questo tipo di problema, per molti di loro, consiste nel pensare ad una soluzione. E ovviamente il circolo vizioso che si innesca fa sentire l’individuo sempre più spostato nella testa.
Un esempio chiaro di quanto detto, che bene o male tutti abbiamo provato sulla nostra pelle, è quanto accade nell’insonnia. Durante le notte insonni spesso non è il sonno a mancare, ma l’incapacità di fermare il pensiero per abbandonarsi al silenzio della mente. L’insonnia è uno dei sintomi più frequenti in questi casi di super-lavoro mentale.
Quando il cervello domina sul corpo vi è spesso un altro sintomo: l’ansia. Il sovraccarico in questi casi impedisce all’individuo di riposare e ricaricarsi. Mentre “staccare la mente” sarebbe un’oasi di serenità nella quale potersi ritrovare.

 

3 Ragionare con i piedi: il grounding

“Ragionare con i piedi” è una frase volutamente provocatoria, ma enuclea in modo chiaro un concetto fondamentale: l’importanza del pensiero semplice. Nella psicoterapia analitico bioenergetica la ricerca di questo tipo di pensiero viene favorita dall’esercizio di grounding (dall’inglese: radicamento). Il grounding consiste nello stare in piedi, con le gambe leggermente flesse, per ritrovare il contatto con la terra. Durante il grounding si può chiedere all’individuo di allontanare i pensieri intrusivi, in modo da restare in ascolto del proprio corpo. Questa pratica, che si accompagna al più canonico dialogo tra paziente e terapeuta, è tanto semplice quanto potente. La maggior parte delle persone non è abituata ad ascoltare il proprio corpo così profondamente e le reazioni possono essere le più disparate.  Se inizialmente prevale un senso di disagio, mano a mano che la persona esegue il grounding ed elabora i relativi vissuti in seduta, impara anche a gestire il disorientamento scaturito dal silenzio. A questo punto, la prossima volta che dovrà affrontare uno stato d’ansia o una notte insonne, l’individuo non farà più appello al ragionamento per calmarsi (cosa che non porta a risolvere nulla), ma si potrà concedere di lasciarsi andare, senza paura di perdersi, perché avrà imparato a restare in silenzio con il proprio corpo.

 

4 Staccare la mente

L’ansia e l’insonnia sono fenomeni che hanno origine in diversi momenti della vita e per varie cause, tuttavia comprendere che il pensare e ripensare a come risolverle non è d’aiuto, è un fattore comune a tutte le loro varietà, sia per quanto riguarda l’ansia che per quanto riguarda l’insonnia. Tuttavia questa comprensione non può passare attraverso uno sforzo cognitivo, ma soltanto attraverso l’esperienza diretta di un altro modo di fare le cose: “ragionare con i piedi, per staccare la mente”.