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Recupero e sostegno delle abilità cognitive deficitarie

Riabilitazione cognitiva

La riabilitazione cognitiva si occupa del recupero e del sostegno delle abilità cognitive deficitarie. Questa pratica si basa su numerose evidenze scientifiche che provano la capacità del cervello di recuperare o vicariare le funzionalità perdute.

 

1 Riabilitazione cognitivariabilitazione

Il paradigma riabilitativo consiste nel recupero funzionale attraverso un’attività stimolativa specifica.
Questa definizione nasce nel contesto delle lesione cerebrali a carattere non evolutivo, quali ad esempio i traumi cranici, in cui per “recupero” si intende il ripristino di una precedente funzionalità. Nelle malattie a carattere degenerativo, come l’Alzheimer, parlare di riabilitazione in questo senso potrebbe sembrare fuorviante. Tuttavia, se fino a qualche anno fa l’assunto teorico alla base della cura di questi pazienti era Use it or lose it (lo usi o lo perdi), oggi, complice anche la scarsa efficacia degli approcci farmacologici, l’attenzione sulla riabilitazione di questa patologia ha subito una notevole crescita. Di conseguenza sono stati messi a punto dei paradigmi di cura sostenuti da numerose evidenze scientifiche, che contribuiscono enormemente alla gestione del paziente ingravescente.

 

2 La plasticità neurale

Per plasticità neurale si intende l’idea che l’organizzazione del sistema nervoso non sia fissata alla nascita, ma possibile di modificazioni. La riabilitazione cognitiva si basa fondamentalmente su questo assunto.
Sebbene per plasticità neurale si intenda un insieme di fenomeni molto eterogenei, si tratta essenzialmente della possibilità che ha il cervello di riorganizzarsi e di apprendere.
Molti studi mostrano come alla base del recupero di funzioni complesse, come il linguaggio, vi siano meccanismi di questo tipo.

Semplificando molto si tratta principalmente di tre risposte del sistema nervoso:

  1. Adozione di nuove strategie cognitive per esplicare la funzione persa. Ciò grazie al reclutamento di aree cerebrali sane che in condizioni normali non sottendono a tale funzione.
  2. Reclutamento di aree omologhe nell’emisfero controlaterale, che potenzialmente possiedono funzioni compensatorie grazie alla struttura simmetrica analoga.
  3. Reclutamento di aree che circondano la lesione e che con il tempo ne possono vicariare la funzione.

 

3 Interventi riabilitativi nelle malattie dell’invecchiamento

foto-riabilitazione-cognitivaEsistono diversi approcci alla riabilitazione del paziente con malattia dell’invecchiamento. Questi prendono il nome di interventi multistrategici dal momento che utilizzano una vasta gamma di esercizi e stimolazioni. L’intervento multistrategico più completo è il Programma Riabilitativo 3R, dalle iniziali dei tre stili terapeutici di cui è composto:

  1. ROT – TERAPIA DI ORIENTAMENTO ALLA REALTÀ: l’obiettivo è riorientare il paziente rispetto a se stesso, alla propria storia e all’ambiente circostante, aumentando l’autostima e riducendo l’isolamento.
  2. REMINESCENZA: tecnica in base alla quale gli eventi remoti vengono utilizzati come spunto per stimolare le risorse mnesiche residue e recuperare esperienze emotivamente piacevoli.
  3. RIMOTIVAZIONE: lo scopo è di rivitalizzare l’interesse per gli stimoli esterni, attraverso la discussione di argomenti di attualità e la stimolazione alla socializzazione.

 

4 Metodo ad Personam

La presa in cura di un paziente con deficit neuropsicologici prevede un intervento mirato e personalizzato. Le linee guida di base si fondano sulla teoria della psicologia cognitiva che studia i processi mentali relativi all’acquisizione e all’elaborazione delle informazioni da parte del cervello.
Reputo sbagliato limitare la riabilitazione ad un approccio standardizzato che mancherebbe l’obiettivo di considerare le peculiarità del singolo caso. Il metodo ad Personam si distingue per dare risalto alla persona, trovando spunti originali e strategie operative personalizzate.
La base di partenza è il Programma Riabilitativo 3R, descritto nel paragrafo precedente, al quale possono aggiungersi training cognitivi specifici, approcci basati sulla teoria della validazione e sulla terapia occupazionale.

  • TRAINING COGNITIVI SPECIFICI: si tratta di stimolazioni con esercizi standard di una o più aree cognitive, quali memoria, attenzione, linguaggio ecc. L’assunto di base è che l’esecuzione ripetitiva di un certo compito ne fortifichi la performance.
  • TEORIA DELLA VALIDAZIONE: si fonda sul rapporto empatico tra paziente ed operatore in modo da immedesimarsi nel “mondo” del paziente al fine di creare relazioni emotive significative. È rivolto a pazienti più gravi in cui l’impegno cognitivo non può essere eccessivo.
  • TERAPIA OCCUPAZIONALE: si basa sull’introduzione di alcune attività pratiche (giochi, arti, attività domestiche) con lo scopo di recuperare e potenziare le abilità cognitive residue.

 

5 Tempi e costo

La durata del singolo incontro giornaliero e del ciclo di intervento, nel suo insieme, sono strettamente legate alla situazione individuale del paziente. Generalmente il costo di un singolo incontro della durata di 50 minuti è di 50 euro. Nel caso si facciano più ore consecutive la tariffa è di 50 euro ogni 60 minuti.

La presa in carico in riabilitazione Ad Personam prevede:

  • colloquio iniziale con analisi del caso e presa visione dei precedenti esami.
  • somministrazione di un questionario sulle attività strumentali quotidiane.
  • somministrazione iniziale di un test di screening sulle abilità cognitive.
  • follow-up con valutazione delle abilità cognitive.
  • relazione finale e colloquio di restituzione.

 

Contatti

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